consigli

 

E’ sicuramente preferibile acquistare un modello di climatizzatore tipo “inverter” a pompa di calore. In questo modo potremo utilizzarlo anche in inverno per riscaldare l’ambiente ed avremo inoltre consumi ridotti rispetto ad un condizionatore dotato del sistema tradizionale on/off (acceso/spento). Ma qui è difficile sbagliare, ormai quasi tutti i modelli di climatizzatori in commercio sono dotati di inverter e pompa di calore.


Come scegliere il condizionatore?
Tanti sono i parametri e le caratteristiche di cui tener conto nel valutare la qualità di un condizionatore.

1. Le classi di efficienza energetica a freddo
Esse indicano il consumo elettrico dell’apparecchio e sono indicate nell’etichetta energetica che è divenuta obbligatoria per legge a partire dal 2004.

2. I marchi di sicurezza e qualità
Più il dispositivo ha raccolto certificazioni maggiore è il costo, che però garantisce efficienza e risparmio. Alcuni esempi: Eurovent, ISO9001, ISO14001, CE.

3. La capacità di raffreddamento
È espressa in Btu/h o in kW. Più questi valori sono alti, più l’impianto è potente.

4. Il consumo energetico
Va da sé che ad una maggiore capacità di raffreddamento corrisponde un maggiore consumo energetico. Per questo è meglio scegliere un prodotto che abbia una classe alta di consumo energetico. Ecco la scala:
AAA: più che ottimo
AA: ottimo
A: buono
B: più di medio
C: medio
D: mediocre
E: basso
F: molto basso
G: pessimo
Le classi più alte (AAA-AA-A-B) solitamente hanno la tecnologia inverter, mentre spesso i condizionatori con tecnologia on-off non vanno al di sopra della classe C. A tal proposito occorre fare la distinzione tra queste due famiglie, i condizionatori d’aria on-off e quelli ad inverter. La tecnologia dei primi è molto semplice ed è meno costosa, ma ha un consumo elevato, perché il compressore, appena viene acceso l’apparecchio, va subito alla massima potenza e vi resta per poi fermarsi quando è stata raggiunta la temperatura impostata. Al contrario, i condizionatori ad inverter sono dotati di una tecnologia definita “modulante” che utilizza solo la potenza necessaria per raggiungere il valore di temperatura impostato.


5. La rumorosità
I climatizzatori portatili sono tendenzialmente più rumorosi di quelli fissi.

6. Occhio ai fluidi refrigeranti
Occorre fare attenzione a non acquistare apparecchi che dopo pochi anni possono essere fuori legge. Per questo motivo bisogna controllare che contengano solo fluidi denominati R410A e R32.

7. La tecnologia inverter
Quando l’ambiente raggiunge la temperatura programmata, gli apparecchi dotati di questa funzione non si spengono ma continuano a funzionare per tenerla stabile. In questo modo viene ridotta al minimo la potenza del motore e si evitano bruschi cambiamenti di temperatura (max +/- 0,5°C).

8. Timer e termostato digitale
Consentono di programmare l’accensione e lo spegnimento dell’apparecchio anche in orari in cui non si è in casa.

9. Condizionatori mobili o fissi?
Quelli mobili o portatili, costano più di quelli fissi ma non hanno bisogno di essere installati da personale specializzato. Il loro utilizzo, però, richiede un maggiore dispendio energetico, perché per funzionare devono attingere ad aria calda all’esterno del locale in cui sono posti.

10. Pompe di calore o raffrescatori?
Le pompe di calore consumano in media il 67% di energia elettrica in meno rispetto ad un radiatore elettrico tradizionale.
Va comunque tenuto a mente che non è consigliabile raffreddare troppo l’ambiente perché i forti sbalzi di temperatura non fanno bene alla salute. È bene inoltre spegnere il condizionatore della camera da letto prima di andare a dormire ed effettuare una corretta manutenzione dell’impianto lavando i filtri. E la temperatura? N ogni caso, la differenza fra la quella esterna e quella interna non deve mai superare i 5-7°C.
Va anche considerato il numero di stanze da climatizzare. Per questo, quando si può optare per l’installazione di un unico split nel corridoio adiacente alle stanze. Meglio un condizionatore “on-off” che se da una parte consuma più corrente, dall’altra fornisce un flusso costante di aria che non cambia una volta che la temperatura del corridoio-disimpegno raggiunge quella impostata, al contrario dei modelli con inverter. In questo modo l’aria mantiene la spinta necessaria per arrivare alle stanze da raffreddare. In ogni caso, è consigliabile chiudere la porta degli ambienti non utilizzati. Se si sceglie di mettere uno split per ogni stanza è meglio scegliere un condizionatore dual o trial “inverter”.


Consigli per il dimensionamento di un climatizzatore per uso domestico
I parametri da considerare per un corretto dimensionamento del condizionatore sono una decina. Vediamoli:
1. superfice della stanza e altezza del soffitto;
2. numero delle pareti della stanza da climatizzare esposte verso esterno;
3. queste eventuali pareti sono isolate termicamente o meno;
4. insolazione della parete maggiormente esposta al sole (bassa, media, alta?);
5. numero di finestre o portefinestre esistenti nella stanza;
6. tipo di isolamento termico dei vetri;
7. Presenza o meno di tende parasole alle finestre o alle portefinestre;
8. Piano in cui si trova la stanza da climatizzare;
9. Presenza o meno di altre stanze climatizzate che confinano con il locale da climatizzare;
10. Numero delle persone che soggiornano abitualmente nella stanza da climatizzare.

Solo conoscendo tutti questi parametri è possibile stabilire con la massima precisione il dimensionamento corretto di un climatizzatore. In caso contrario rischiamo di avere un condizionatore sottodimensionato (che sarà sempre in funzione alla massima potenza) oppure sovradimensionato. In entrambi i casi avremo un consumo superiore di energia elettrica. Non solo, nel primo caso potrebbe anche esserci un insufficiente raffreddamento del locale.


Chiedici senza impegno un sopralluogo per un preventivo gratuito prenotando al numero 0321/032559

 

E’ sicuramente preferibile acquistare un modello di climatizzatore tipo “inverter” a pompa di calore. In questo modo potremo utilizzarlo anche in inverno per riscaldare l’ambiente ed avremo inoltre consumi ridotti rispetto ad un condizionatore dotato del sistema tradizionale on/off (acceso/spento). Ma qui è difficile sbagliare, ormai quasi tutti i modelli di climatizzatori in commercio sono dotati di inverter e pompa di calore.

Come scegliere il condizionatore? 

Tanti sono i parametri e le caratteristiche di cui tener conto nel valutare la qualità di un condizionatore.

 

1. Le classi di efficienza energetica a freddo

Esse indicano il consumo elettrico dell’apparecchio e sono indicate nell’etichetta energetica che è divenuta obbligatoria per legge a partire dal 2004.

 

2. I marchi di sicurezza e qualità

Più il dispositivo ha raccolto certificazioni maggiore è il costo, che però garantisce efficienza e risparmio. Alcuni esempi: Eurovent, ISO9001, ISO14001, CE.

 

3. La capacità di raffreddamento

È espressa in Btu/h o in kW. Più questi valori sono alti, più l’impianto è potente.

 

4. Il consumo energetico

Va da sé che ad una maggiore capacità di raffreddamento corrisponde un maggiore consumo energetico. Per questo è meglio scegliere un prodotto che abbia una classe alta di consumo energetico. Ecco la scala:

AAA: più che ottimo

AA: ottimo
A: buono
B: più di medio
C: medio
D: mediocre
E: basso
F: molto basso
G: pessimo

Le classi più alte (AAA-AA-A-B) solitamente hanno la tecnologia inverter, mentre spesso i condizionatori con tecnologia on-off non vanno al di sopra della classe C. A tal proposito occorre fare la distinzione tra queste due famiglie, i condizionatori d’aria on-off e quelli ad inverter. La tecnologia dei primi è molto semplice ed è meno costosa, ma ha un consumo elevato, perché il compressore, appena viene acceso l’apparecchio, va subito alla massima potenza e vi resta per poi fermarsi quando è stata raggiunta la temperatura impostata. Al contrario, i condizionatori ad inverter sono dotati di una tecnologia definita “modulante” che utilizza solo la potenza necessaria per raggiungere il valore di temperatura impostato.

5. La rumorosità

I climatizzatori portatili sono tendenzialmente più rumorosi di quelli fissi.

 

6. Occhio ai fluidi refrigeranti

Occorre fare attenzione a non acquistare apparecchi che dopo pochi anni possono essere fuori legge. Per questo motivo bisogna controllare che contengano solo fluidi denominati R410A e R32.

 

7. La tecnologia inverter

Quando l’ambiente raggiunge la temperatura programmata, gli apparecchi dotati di questa funzione non si spengono ma continuano a funzionare per tenerla stabile. In questo modo viene ridotta al minimo la potenza del motore e si evitano bruschi cambiamenti di temperatura (max +/- 0,5°C).

 

8. Timer e termostato digitale

Consentono di programmare l’accensione e lo spegnimento dell’apparecchio anche in orari in cui non si è in casa.

 

9. Condizionatori mobili o fissi?

Quelli mobili o portatili, costano più di quelli fissi ma non hanno bisogno di essere installati da personale specializzato. Il loro utilizzo, però, richiede un maggiore dispendio energetico, perché per funzionare devono attingere ad aria calda all’esterno del locale in cui sono posti.

 

10. Pompe di calore o raffrescatori?

Le pompe di calore consumano in media il 67% di energia elettrica in meno rispetto ad un radiatore elettrico tradizionale.

Va comunque tenuto a mente che non è consigliabile raffreddare troppo l’ambiente perché i forti sbalzi di temperatura non fanno bene alla salute. È bene inoltre spegnere il condizionatore della camera da letto prima di andare a dormire ed effettuare una corretta manutenzione dell’impianto lavando i filtri. E la temperatura? N ogni caso, la differenza fra la quella esterna e quella interna non deve mai superare i 5-7°C.

Va anche considerato il numero di stanze da climatizzare. Per questo, quando si può optare per l’installazione di un unico split nel corridoio adiacente alle stanze. Meglio un condizionatore “on-off” che se da una parte consuma più corrente, dall’altra fornisce un flusso costante di aria che non cambia una volta che la temperatura del corridoio-disimpegno raggiunge quella impostata, al contrario dei modelli con inverter. In questo modo l’aria mantiene la spinta necessaria per arrivare alle stanze da raffreddare. In ogni caso, è consigliabile chiudere la porta degli ambienti non utilizzati. Se si sceglie di mettere uno split per ogni stanza è meglio scegliere un condizionatore dual o trial “inverter”.

Consigli per il dimensionamento di un climatizzatore per uso domestico

 

I parametri da considerare per un corretto dimensionamento del condizionatore sono una decina. Vediamoli:

1. superfice della stanza e altezza del soffitto;

2. numero delle pareti della stanza da climatizzare esposte verso esterno;

3. queste eventuali pareti sono isolate termicamente o meno;

4. insolazione della parete maggiormente esposta al sole (bassa, media, alta?);

5. numero di finestre o portefinestre esistenti nella stanza;

6. tipo di isolamento termico dei vetri;

7. Presenza o meno di tende parasole alle finestre o alle portefinestre;

8. Piano in cui si trova la stanza da climatizzare;

9. Presenza o meno di altre stanze climatizzate che confinano con il locale da climatizzare;

10. Numero delle persone che soggiornano abitualmente nella stanza da climatizzare.

 

Solo conoscendo tutti questi parametri è possibile stabilire con la massima precisione il dimensionamento corretto di un climatizzatore. In caso contrario rischiamo di avere un condizionatore sottodimensionato (che sarà sempre in funzione alla massima potenza) oppure sovradimensionato. In entrambi i casi avremo un consumo superiore di energia elettrica. Non solo, nel primo caso potrebbe anche esserci un insufficiente raffreddamento del locale.

Chiedici senza impegno un sopralluogo per un preventivo gratuito prenotando al numero 0321/032559